Il 22 luglio 2026 quattordici associazioni datoriali – Agci, Ania, Casartigiani, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confservizi (Utilitalia e Asstra) e Legacoop – hanno sottoscritto un’intesa volta a definire criteri condivisi per la misurazione della rappresentanza datoriale, rafforzare la trasparenza della contrattazione collettiva e individuare il contratto da assumere come riferimento per la determinazione del trattamento economico complessivo, in coerenza con la L. n. 112/2026 e il D.Lgs. n. 96/2026. L’intesa fa seguito all’analogo accordo già raggiunto dai sindacati.
Ai fini della partecipazione ai tavoli istituzionali, l’accordo individua quattro criteri di rappresentatività: tre qualitativi – seniority (presenza storica e continuativa nel sistema delle relazioni industriali), rappresentanza europea (partecipazione al dialogo sociale, es. CESE) e welfare contrattuale (istituti di previdenza complementare, assistenza sanitaria, fondi per la formazione e il sostegno al reddito) – e un criterio quantitativo, fondato sul numero di dipendenti la cui contrattazione collettiva di settore è regolata dall’organizzazione, tenendo conto della tipologia di impresa e dell’ampiezza dei settori produttivi.
Ai fini contrattuali, l’intesa individua nel criterio CNEL della diffusione del contratto tra i lavoratori del settore – distinto per tipologia di impresa e settore di attività – l’unico parametro oggettivo e omogeneo per individuare il contratto collettivo di riferimento, superando l’incertezza generata dalla coesistenza di più contratti applicabili nello stesso mercato, con riflessi su retribuzioni, orario, maggiorazioni, ferie, permessi e previdenza complementare. L’accordo resta aperto all’adesione di nuove organizzazioni datoriali disposte ad accettare integralmente i contenuti dell’intesa
