Il Tribunale di Busto Arsizio ha condannato le parole della stilista Elisabetta Franchi, la quale nel 2022 affermò di assumere solo donne sopra i 40 anni.
La sentenza in esame, dunque, non condanna la società per una condotta materiale della manager ma sulle dichiarazioni effettuate da quest’ultima ritenendo che le dichiarazioni con cui l’amministratrice aveva sostenuto di puntare per le posizioni importanti dell’azienda su uomini oppure su donne di età sopra i 40 anni siano da considerarsi discriminatorie. Infatti, le dipendenti «prescelte» verrebbero preferite perché in assenza di eventuale maternità, matrimoni ecc. possono lavorare con maggiore tranquillità e dedizione.
Il Giudice ha qualificato tali dichiarazioni come una forma di discriminazione indiretta, che avrebbe avuto l’effetto di dissuadere le lavoratrici dall’accedere o presentare candidature per le posizioni di vertice della società.
Il secondo aspetto da segnalare riguarda la tipologia di sanzioni: nello spirito della normativa antidiscriminatoria, che non tipizza in modo rigido e vincolante i rimedi contro le violazioni, il Tribunale applica una combinazione di condanne.
Difatti, la sentenza impone alla società “Betty Blue” un risarcimento ed un impegno a promuovere politiche aziendali contro la discriminazione di età e genere.
